sabato 16 maggio 2009

Liste europee: veline? no grazie. Bastano i pregiudicati



Bene, ormai le liste per le Europee sono state pubblicate ed almeno, a quanto pare, le veline ce le siamo risparmiate. A parte Barbara Matera, la letteronza di cui abbiamo già parlato in questo blog, e magari Lara Comi, sembra che il PdL abbia rispettato le aspettative degli elettori.
..Va beh, non esageriamo, abbiam tolto le veline, ma i galeotti della politica, ah no! Li non si poteva far nulla...
Ma non sono io a dirlo, è Marco Travaglio, il miglior giornalista dei nostri tempi, il tizio che ha ricevuto il premio al giornalismo in Germania per lo spirito libero con cui tenta di salvare la libertà di stampa in Italia.



Onorificenza caduta nell'indifferenza dell'informazione italiana.


Vito Bonsignore, Mario Borghezio, Umberto Bossi, Nino Strano, Clemente Mastella...e logicamente anche Silvio Berlusconi.


Piero Ricca e Mara Carfagna

Per fortuna che esistono ancora gli uomini liberi - "Un tempo c'erano le scuole di partito, ora si passa dall'ufficio casting! Un saluto a Papi!" . Hai proprio ragione Piero...
Beh almeno è una bella donna. Noi comuni mortali, vediamo solo questo. Chi è una spanna sopra di noi, come il Cavaliere, probabilmente ha visto altri talenti nascosti. E comunque basta lamentarsi, magari un giorno imparerà anche a fare il Ministro.

sabato 9 maggio 2009

smascherare i test nucleari

Nel mese di marzo il programma nucleare iraniano stava rapidamente aumentando la sua capacità di arricchire uranio. Ma non è solo questa l'unica ravvisaglia di pericolo nucleare: gli attacchi terroristici del novembre 2008 a Mumbai, in India, hanno risvegliato l'ipotesi di un conflitto nucleare tra India e Pakistan. Si ritiene inoltre che la Corea Del Nord sia entrata nel club nucleare facendo esplodere un ordigno sperimentale a fissione nell'ottobre 2006, e che da allora abbia arricchito uranio a sufficienza per costruire almeno sei bombe. Inoltre altri 8 paesi hanno testato apertamente armi nucleari, e si presume che ne abbia anche Israele. Immaginiamo ora cosa potrebbe accadere se gruppi terroristici mettessero le mani su questi ordigni. Eppure ci sono segnali che fanno sperare in una diminuzione delle tensioni nucleari. Alla fine del 2008, 180 paesi avevano firmato il Trattato sul bando totale degli esperimenti nucleari, o Comprehensive Nuclear-Test-Ban-Treaty (CTBT), che vieta ogni tipo di esplosione nucleare, a prescindere dalla loro natura. In molti erano scettici riguardo l'efficacia del trattato, in quanto sostenevano l'impossibilità di smascherare test nucleari segreti e quindi di dimostrare eventuali violazioni al trattato. Questi signori non sapaveno, che la scienza del monitoraggio dei test nucleari è vecchia quanto i test stessi. All'inizio furono gli Stati Uniti a mettere in piedi questa attività per raccogliere informazioni sulle capacità dei potenziali avversari. A partire dalla seconda guerra mondiale sono stati realizzati oltre 2000 test nucleari in atmosfera, in acqua e nel sottosuolo. Da questa casistica i ricercatori hanno tratto una vasta esperienza nell'acquisizione e interpretazione di segnali che caratterizzano un test nucleare. Le esplosioni nucleari generano segnali potenzialmente individuabili: onde sismiche, che viaggiano attraverso le rocce; onde idroacustiche, cioè onde sonore che possono percorrere grandi distanze attraverso gli oceani; infrasuoni, suoni a bassa frequenza che si propagano attraverso l'aria per migliaia di chilometri; radionuclidi trasportati da correnti d'aria, particelle e gas radioattivi; mutamenti nel livello dei suoli, soprattutto in test sotterranei, osservabili dallo spazio; lampi di luce abbastanza intensi e raggi X, osservabili anch'essi dallo spazio. Sebbene le tecnologie attuali possano rilevare test anche di piccole bombe e i progressi tecnici nel monitoraggio siano destinati a continuare, è necessario fare una precisazione. Non è possibile identificare tutte le esplosioni, di qualunque dimensione siano, con un'affidabilità del 100 per cento, scendendo via via fino al livello di potenza zero. In questo senso il monitoraggio non è perfetto. Ma è davvero importante che un paese tecnicamente progredito sia in grado di nascondere una piccolissima esplosione nucleare al resto del mondo, anche se l'esplosione non ha alcuna utilità militare pratica? L'obiettivo del sistema di monitoraggio è appunto assicurare che la potenza di un test nascosto debba essere talmente bassa e ridicola da rendere inutile il test.

per non dimenticare...




Era la notte buia dello Stato Italiano,


quella del nove maggio settantotto..


La notte di via Caetani,


del corpo di Aldo Moro,


l'alba dei funerali di uno stato..


[Modena City Ramblers, "I cento passi"]




A via Caetani fu trovato morto l'onorevole Aldo Moro. A Cinisi moriva Peppino Impastato, radiofonico e attivista politico. ...un saluto a due delle tante vittime delle storture dello Stato Italiano.




mercoledì 6 maggio 2009

Berlusconi hip hip urrà!

immagine tratta da www.gerypalazzotto.it







"Oh l’Italia del rinascimento, dell’antropocentrismo, quella di Leonardo e Michelangelo, di Dante e Petrarca! In mano di chi sta? Non può essere che con tanti lumi e intelligenze, orgoglio dell’umanità, si ritrovi offuscata dalla fioca luce di Machiavelli."

[TeleSURtv]

”Con il passare del tempo, diventa sempre più evidente che la manipolazione dell’opinione pubblica e l’occultamento della verità, che erano l’obiettivo principale all’inizio della carriera politica di Berlusconi, stiano diventando un elemento secondario. In effetti abbiamo piuttosto a che fare con un’opinione pubblica che non si sente umiliata quando la verità le viene negata."

[Dagbladet Information]

Ricominciamo a scrivere, e lo faccio citando due diversi articoli, rispettivamente di un giornale venezuelano (leggi articolo) e di un giornale austriaco (leggi articolo), che raccontano fatti e misfatti che, purtroppo, alla maggior parte degli abitanti del Bel Paese non sono noti. E così ci ritroviamo che un Paese del Sud America, come il Venezuela, è più informato degli affari di casa nostra dei giornali italiani, mentre ormai, tranne per qualche articolo che ben ci parla dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, le soap – opera della politica italiane fanno campare miriadi di giornalisti europei, così scandalizzati del muto consenso di tanti italiani alle porcate della nostra classe dirigente.
I venezuelani ci raccontano i collegamenti tra la P2 e la malavita italiana, mentre gli austriaci, con le parole di Furio Colombo, ci raccontano un miracolo tutto italiano, quello dell’imprenditore Silvio Berlusconi, che come raccontò egli stesso al grande giornalista Indro Montanelli, decise di entrare in politica perché la ghigliottina della Giustizia italiana avrebbe da un momento all’altro reciso la sua libertà, quindi decise che era giunto il momento di riformare l’apparato della Giustizia italiana.
E cosa ne pensa l’italiano medio? E che ci posso fare? L’importante è che non tocchino i miei diritti…perché, ce l’abbiamo ancora?

Ah dimenticavo! Cliccate QUI per l’ultima perla del mitico Premier.