mercoledì 22 aprile 2009

Microonde: mettiamo le cose in chiaro

A volte è un piacere ricordare quanto sono straordinari alcuni apparecchi che usiamo ogni giorno. Per esempio un forno a microonde è alimentato in modo tale da produrre una potenza adatta alla cottura di cibi in uno o due minuti. Costa come un buon paio di scarpe e permette di godersi lo spettacolo attraverso lo sportello trasparente. Il componente chiave del microonde è il magnetron. Sebbene il nome somigli a quello di un improbabile oggetto fantascientifico, in realtà si tratta di un sofisticato tubo a vuoto che genera microonde abbastanza potenti da far funzionare radar militari (era questo lo scopo per il quale era stato inizialmente progettato). Invece di una fiamma o di una resistenza elettrica, che generano calore e scaldano il cibo dall’esterno, le microonde penetrano nel cibo e creano calore dall’interno. Molti sembrano ancora sospettare di questa tecnologia; la classica paura è: le microonde possono possono uscire dal vetro di protezione e investire i nostri corpi, e quindi gli occhi? La risposta è NO. Le onde vengono riflesse da uno schermo metallico intrappolato nel vetro.” I fori sono talmente più piccoli della lunghezza d’onda delle microonde che lo schermo è come uno specchio metallico” (Luis A. Bloomfield, Università della Virginia). In passato inoltre alcuni nutrizionisti avevano segnalato il rischio che le microonde potessero degradare i nutrienti degli alimenti. Invece è vero il contrario. Tutti i metodi di cottura possono distruggere le vitamine: l’entità del danno dipende dalla temperatura e dal campo di cottura. La maggior parte delle ricerche indica che i forni a microonde producono temperature meno elevate e richiedono tempi di cottura inferiori rispetto a fornelli o al forno da cucina. Bollire i cibi poi è un procedimento di cottura particolarmente distruttivo. Tralasciando i particolari tecnici, cerchiamo di capire qual è il principio di funzionamento del microonde: le molecole d’acqua sono presenti nella maggior parte dei cibi. Il campo elettromagnetico prodotto dal magnetron presente nel forno fa oscillare le molecole per 4,9 miliardi di volte al secondo. Oscillando le molecole si urtano, producendo quindi calore. I contenitori di ceramica o plastica, non contenendo acqua, rimangono freddi anche se possono scaldarsi per contatto con i cibi caldi.

 (fonte: Le scienze)

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