(17 aprile 2009)
Referendum si, referendum no. Ma andiamo con ordine.
La legge nº 270 del 21 dicembre 2005 è l'attuale legge elettorale italiana, scritta principalmente dal Ministro Roberto Calderoli. Questa legge, definita da lui stesso come una porcata (vedasi QUI), ha riscosso non poche polemiche tra l’opposizione. Nel 2007, finalmente, si raggiunse il numero di firme per il referendum elettorale, che venne fissato per il 15 Maggio 2008, data però non proponibile in seguito allo scioglimento anticipato delle Camere che avvenne il 6 Febbraio 2008.
Cosicché siamo arrivati al 2009, nel cui mese di Giugno si dovrebbe svolgere, salvo eventuali imprevisti, il tanto sospirato referendum. Nella giornata del 7 Giugno 2009, inoltre si svolgeranno le elezioni europee ed amministrative, e, con un briciolo di buon senso, taluni avevano proposto l’accorpamento di questa data con quella del 21 giugno 2009, data scelta per il referendum sulla “Porcellum” di Calderoli.
Accorpare il referendum alle elezioni avrebbe fatto risparmiare (in un periodo già di vacche magre per la crisi economica, ora di vacche anoressiche dopo la tragedia in Abruzzo), più di 400 milioni di euro, e scusate se è poco.
Una gran fetta dei nostri politici, da Franceschini a Fini, sottolineavano come fosse importante risparmiare in periodo così difficili della storia d’Italia, e si pensava che, alla fine, il buon senso l’avrebbe vinta. Ma invece no!
Vi era una sola voce fuori dal coro: la Lega Nord, che non potendo più evitare l’ostacolo referendum, ora tenta di boicottarlo, conscia che, una convocazione del 21 giugno 2009 per il referendum probabilmente non sarebbe stato valido perché non si raggiungerebbe il quorum.
Un eventuale “SI” al referendum elettorale, potrebbe significare che il PdL potrebbe vincere anche senza Bossi. Quindi il ricatto, che vale più di 400 milioni: o il Referendum il 21 Giugno, o “Adieau” Governo Berlusconi.
E così il povero Berlusconi si trova a dover ammettere, parlando con dei poveri terremotati abruzzesi di essere stato vittima di un ricatto: “C'e' l'Abruzzo da ricostruire dopo il terremoto, una crisi economica mondiale da affrontare, il G8 da fare alla Maddalena con il mondo che guarda l'Italia. E vi pare che sarebbe stato responsabile far cadere il governo per la data del referendum? Faremo di tutto per ridurre al minimo le spese, ma il referendum si farà il 21, o al massimo verrà rinviato di un anno.”
E così mentre Berlusconi fa di tutto per lavarsi le mani da questi 400 milioni, il suo avvocato, Niccolò Ghedini ieri ad Annozero dichiara che non v’è stato alcun ricatto. Semplicemente per LEGGE (n. 352 del 1970) non si poteva. Che bravi i nostri politici, pur di non andar contro le regole del gioco, preferiscono perdere 400 milioni di euro…Eh già si può dire tutto dei nostri amministratori, ma sul RISPETTO della Legge non transigono!
Referendum si, referendum no. Ma andiamo con ordine.
La legge nº 270 del 21 dicembre 2005 è l'attuale legge elettorale italiana, scritta principalmente dal Ministro Roberto Calderoli. Questa legge, definita da lui stesso come una porcata (vedasi QUI), ha riscosso non poche polemiche tra l’opposizione. Nel 2007, finalmente, si raggiunse il numero di firme per il referendum elettorale, che venne fissato per il 15 Maggio 2008, data però non proponibile in seguito allo scioglimento anticipato delle Camere che avvenne il 6 Febbraio 2008.
Cosicché siamo arrivati al 2009, nel cui mese di Giugno si dovrebbe svolgere, salvo eventuali imprevisti, il tanto sospirato referendum. Nella giornata del 7 Giugno 2009, inoltre si svolgeranno le elezioni europee ed amministrative, e, con un briciolo di buon senso, taluni avevano proposto l’accorpamento di questa data con quella del 21 giugno 2009, data scelta per il referendum sulla “Porcellum” di Calderoli.
Accorpare il referendum alle elezioni avrebbe fatto risparmiare (in un periodo già di vacche magre per la crisi economica, ora di vacche anoressiche dopo la tragedia in Abruzzo), più di 400 milioni di euro, e scusate se è poco.
Una gran fetta dei nostri politici, da Franceschini a Fini, sottolineavano come fosse importante risparmiare in periodo così difficili della storia d’Italia, e si pensava che, alla fine, il buon senso l’avrebbe vinta. Ma invece no!
Vi era una sola voce fuori dal coro: la Lega Nord, che non potendo più evitare l’ostacolo referendum, ora tenta di boicottarlo, conscia che, una convocazione del 21 giugno 2009 per il referendum probabilmente non sarebbe stato valido perché non si raggiungerebbe il quorum.
Un eventuale “SI” al referendum elettorale, potrebbe significare che il PdL potrebbe vincere anche senza Bossi. Quindi il ricatto, che vale più di 400 milioni: o il Referendum il 21 Giugno, o “Adieau” Governo Berlusconi.
E così il povero Berlusconi si trova a dover ammettere, parlando con dei poveri terremotati abruzzesi di essere stato vittima di un ricatto: “C'e' l'Abruzzo da ricostruire dopo il terremoto, una crisi economica mondiale da affrontare, il G8 da fare alla Maddalena con il mondo che guarda l'Italia. E vi pare che sarebbe stato responsabile far cadere il governo per la data del referendum? Faremo di tutto per ridurre al minimo le spese, ma il referendum si farà il 21, o al massimo verrà rinviato di un anno.”
E così mentre Berlusconi fa di tutto per lavarsi le mani da questi 400 milioni, il suo avvocato, Niccolò Ghedini ieri ad Annozero dichiara che non v’è stato alcun ricatto. Semplicemente per LEGGE (n. 352 del 1970) non si poteva. Che bravi i nostri politici, pur di non andar contro le regole del gioco, preferiscono perdere 400 milioni di euro…Eh già si può dire tutto dei nostri amministratori, ma sul RISPETTO della Legge non transigono!

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