giovedì 23 aprile 2009

I 400 milioni della discordia

Nel prossimo futuro gli italiani saranno invitati ad esprimersi su tre diversi fronti: elezioni europee, elezioni amministrative e referendum sulla legge elettorale. Soltanto le prime due saranno accorpate in un’unica data, il 6 – 7 giugno, lasciando il voto referendario separato, scelta questa, che secondo Davide Baldi e Giovanni Soggia di Voce.info, costerebbe allo Stato italiano ben 400 milioni.
Analizziamo ora in cosa consiste, secondo Baldi e Soggia, lo spreco verso cui ci incamminiamo. Prima di tutto va diviso il costo del Referendum in costi diretti, e costi indiretti, cadauno ammontante a circa 200 milioni di euro
.
COSTI DIRETTI: due diverse stime.
A) Una in base il risparmio indicato dal Ministro Maroni sull’accorpamento delle elezioni amministrative ed europee. Secondo il Ministro Maroni accorpando le elezioni europee con quelle amministrative parliamo di un risparmio pari a 150 milioni. Le elezioni amministrative ed europee colpiscono una fetta d’elettorato pari ai 2/3 di quella interessata nel referendum. Quindi, accorpando a questa data anche il referendum, facendo le dovute proporzioni (2/3: 150 milioni di euro = 3/3 : X milioni di €), otteniamo un risparmio di circa 225 milioni di euro.
B)
La seconda in base alla quantificazione delle spese, concernente:
1. La remunerazione dei presidenti di seggio e scrutatori (circa 74,5 milioni di €);
2. I costi del personale di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle elezioni (circa 63,5 milioni di €);
3. La remunerazione del personale dei vari Ministeri coinvolti (13,4 milioni di €);
4. Costi di cancelleria delle sezioni (2,1 milioni di €);
5. Il noleggio delle strutture di voto e l’organizzazione dell’apparato (7,2 milioni di €).
Ciò porta ad una stima di circa 165 milioni di €.
Quindi facendo la media tra le due stime otteniamo un valore vicino ai 200 milioni di €.
COSTI INDIRETTI
Tra i costi indiretti invece abbiamo:
1. Il valore del tempo impiegato per recarsi ai seggi due volte anziché una (secondo i dati Istat 30 minuti, il tempo libero necessario per andare a votare costano all’elettore 3,15 €, che, moltiplicati per il numero di elettori alle politiche del 2008, portano ad uno sperpero di 127 milioni di )
2. Il costo a carico delle famiglie con figli che frequentano scuole statali elementari o medie inferiori chiuse il lunedì successivo alle elezioni (considerando che circa 1 milione di famiglie sarà costretta probabilmente all’utilizzo di un aiuto per la cura dei figli nel lunedì post – elezioni, essendo le scuole chiuse, e che una prestazione di 4 ore nei servizi della famiglia ammonta intorno ai 35€, parliamo di uno sperpero di 35 milioni di €).
3. La perdita di un giornata lavorativa per il personale impegnato nelle operazioni di voto (circa 35 milioni di €).
Ciò porta ad una stima vicina ai 200 milioni di €.
Quindi complessivamente, tra costi diretti ed indiretti parliamo di 400 milioni.
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Girovagando in internet sono incappato nel sito del PdL, su cui dopo la presentazione di Baldi e Soggia come “Due giovanottoni, di belle speranze e tanta fantasia, poco più che neo-laureati”, si tentava di controbattere alla presunta bufala dei 400 milioni di €. Il sito del PdL incentra la propria arringa su:
1. I 35 milioni presunti spesi dalle famiglie per le baby sitter. Secondo questi signori infatti, pagare 4 ore di servizio di una baby – sitter per soli 30 minuti impiegati per andare a votare è un po’ strano….(ma se abbiamo detto che quelle 4 ore erano riferite al lunedì dopo!)
2. Il pagamento agli operatori al voto. Secondo questi signori del PdL, viene ripetuta due volte la voce pagamento dei Presidenti e degli scrutatori…(nei costi diretti abbiamo la loro remunerazione per lo svolgimento delle operazioni di voto, nei costi indiretti il salario della giornata lavorativa persa).
3. Al massimo (sempre secondo questi signori) possiamo parlare di uno sperpero di SOLI 80 milioni, in quanto le consultazioni referendarie saranno accoppiate ai turni di ballottaggio (dalle parole di questi tizi sembra che 80 milioni siano, come diceva mio nonno, ‘NA FUMATA DI SIGARETTA!!).
Vedremo come si chiuderà l'ennesima telenovela all'italiana. Chi vivrà, vedrà!

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