mercoledì 22 aprile 2009

Eutanasia: l'ennesima tragica puntata...




    (PER TESTAMENTO BIOLOGICO DI PAOLO RAVASIN CLICCA SULL'IMMAGINE)

  • Piergiorgio Welby, Adolfo Baravaglio, Giovanni Nuvoli, Chantal Sebire, Paolo Ravasin. E tanti altri ancora.
    Sono tanti in Italia e non a chiedere l’eutanasia, costretti in condizioni indignitose ad aspettare inevitabilmente la morte, imprigionati (come dice Adolfo Baravaglio nel suo libro) “in una gabbia grande quanto il corpo”. Una situazione spinosa questa, che ha scosso più e più volte l’opinione pubblica, con motivazioni che vanno dall’etica alla religione, dalla scienza alla politica, dalla cultura al rispetto della vita.
    Cosa è l’eutanasia? Letteralmente sta a significare dolce morte, che può essere applicata su pazienti affetto da una malattia incurabile a cui ridurre al minimo possibile le sofferenze, e su richiesta diretta del paziente, procurare una morte indolore.




  • Ad alzare il “polverone” fu sicuramente il caso Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare che chiese insistentemente l’eutanasia rivolgendosi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, richiesta che non venne raccolta. Welby morirà il 20 Dicembre 2006.




  • Anche il caso di Baravaglio, vittima di un incidente stradale anni fa, è esaustivo a comprendere la necessità di una attenta analisi sulla questione eutanasia. Da ben 19 anni Baravaglio era costretto a letto da una tetraplegia che lo paralizzava interamente eccezion fatta del braccio sinistro (non la mano) e del collo. “Chiedo ai politici, di venire qui, di mettersi in un letto accanto a me, di fare le cose che faccio io e di farsi fare le cose che fanno a me. Voglio proprio vedere quanto resisterebbero!”
    Sappiamo ad esempio che la SLA, una malattia degradativa che va ad intaccare dei centri nervosi del midollo spinale (i motoneuroni) porta alla paralisi totale dei quattro arti con problemi nella respirazione e deglutizione. Di SLA è morto Brignone, Giovanni Nuvoli, e morirà anche Paolo Ravasin, che negli ultimi giorni dopo aver appreso la decisione del Parlamento sul testamento biologico, ha deciso di affidare le sue ultime volontà oltre che al cartaceo, anche al digitale. Un video toccante quello di Ravasin, in cui l’altalenante lettura sofferente e straziante è intervallata da lunghi sospiri e profondi sguardi in telecamera.




  • Wuelby, come Baravaglio, come Brignone, Come Nuvoli, come Chantal Sebire (la donna nella foto, colpita da un neuroblastoma olfattivo), hanno inutilmente chiesto il diritto a morire degnamente, esercitando, come dice Ravasin nel suo video - testamento, l'ultima libertà rimastagli, quella di decidere sulla propria morte.



Il punto della situazione è proprio questo: l’eutanasia è da considerarsi come un omicidio o l'ultimo estremo atto di amore alla vita?

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